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Cari giornali, per favore, basta notizie che hanno bisogno di smentite - Catawelt

Cari giornali, per favore, basta notizie che hanno bisogno di smentite I mezzi di informazione lanciano notizie di ogni genere, gli articoli sensazionalistici cercano di attrarre click ma bisogna darsi una calmata evitando fake news e moti di inutile indignazione

Nuovissima notizia nel mondo della musica italiana. Il cantante Tiziano Ferro pubblica un post con una foto di se stesso e una neonata tra le braccia: “La meraviglia assoluta”. Subito tante testate giornalistiche vedono lo scoop e pubblicano articoli per cavalcare l’onda della buona nuova. Articoli poi smentiti, perché la bimba è figlia di amici del cantante. O ancora, notizia un po’ più datata: l’attrice Barbara Bouchet avrebbe dichiarato in un’intervista di essere costretta a lavorare perché percepisce solo 511€ di pensione al mese. Smentita di pochi giorni dopo, in realtà lavora ancora per sua pura passione, non solo per “arrotondare”, e non si sarebbe mai sognata di lamentarsi.

Solo due, piuttosto innocue, delle tante notizie che hanno portato poi a una smentita, in questi tempi. Fake news, scoop sensazionalistici ma solo in parte veri, giornali online che non controllano le fonti prima di pubblicare un articolo. Questa purtroppo la situazione attuale, in quanto a informazione. Sempre più difficile capire quali notizie siano vere obiettivamente, quali solo in parte, o quali bufale ben confezionate. Anche accantonando i siti di satira come Lercio o il Corriere del Corsaro, che appunto non sono da ritenere fonte attendibile, a meno che non si voglia credere a chiunque scriva su internet, il fenomeno delle notizie false o non del tutto vere sembra stia dilagando sempre più incontrollato.

Le cause e il risultato

Una causa sicuramente è il “nuovo” modo di avere un ritorno economico attraverso la pubblicità. Questo spinge i giornalisti, volutamente o non, a toccare spesso tasti delicati per ottenere una risposta emotiva da parte dei lettori. Ecco quindi che, nei casi sopra citati, si va a toccare il desiderio di paternità di un cantante dichiaratamente omosessuale ma single, o la quasi precaria, se vogliamo, condizione economica di una famosa attrice. Tutto poi fa discutere a proposito di utero in affitto, o fa indignare chi percepisce una somma esigua dall’INPS. Le notizie diventano virali e i giornali riescono a farsi pagare dagli inserzionisti.

Altre volte le cause sono più oscure, e la notizia falsa viene messa in giro proprio per avere un ritorno mediatico, economico, sociale e anche politico, come si evince sia in Italia, sia in altri Paesi come gli USA.

Il risultato è un miscuglio di disinformazione mascherata da informazione. Le opinioni diventano fatti difficili da verificare, i vaccini da metodo di prevenzione diventano il male, la Terra diviene una pizza con una lampadina che ci gira sopra, e il pubblico risulta sempre meno capace di pensare in maniera critica. Un analfabetismo funzionale galoppante che può solo peggiorare, se non ci concentriamo sul come fruiamo le notizie e i media, poiché questi stessi, abbiamo visto, non sono sempre interessati a informare bene il lettore.

Come salvarsi dunque?

Non basta leggere il titoletto che compare sulla bacheca di Facebook, non basta dare un’occhiata a una pagina di un sito che sembra fare informazione. Se davvero si vuole essere informati è necessaria una lettura approfondita di più fonti autorevoli, non fermarsi al primo sito o al titolo dell’articolo. Un metodo a mio parere efficace è interrompere il giudizio su una notizia finché non ci si è davvero informati. Altrimenti ci si indigna a vuoto.