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Malagò e la barzelletta degli eSports - Catawelt

Malagò e la barzelletta degli eSports Uscita infelice da parte del presidente del Coni che testimonia ancora una volta la chiusura mentale tipica della classe dirigente italiana

“I videogiochi alle olimpiadi? Una barzelletta”. Così Malagò, presidente del CONI, ha parlato a margine di un’intervista tenuta con  Fabio Fazio a “Che tempo che fa” ed incentrata principalmente sul disastro dell’Italia alle qualificazioni per i Mondiali in Russia. Facciamo una premessa, entrambi non hanno la minima idea di cosa stiano parlando. In primis Fazio che cita con tono sbeffeggiatorio Space Invaders come gioco a cui sfidarsi alle Olimpiadi, dimenticandosi o, molto più probabilmente, non sapendo che Space Invaders è stato il primo titolo videoludico
diventato competitivo, grazie ad un torneo organizzato da Atari e tenutosi negli Stati Uniti nel 1980 a cui presero parte più di 10.000 concorrenti. Oppure citando Super Mario come altro possibile candidato, probabilmente anche qui non sapendo che il suddetto titolo é a giocatore singolo e tramite il quale non si può ovviamente avere una competizione.

Il primo evento e-sportivo della storia, il torneo di Space Invaders del 1980

Malagò condisce il tutto con quella bella frase che ha aperto questo articolo. Ci sono tante cose sbagliate in quell’affermazione, ma partiamo da quella più clamorosa. Il Comitato Olimpico Internazionale, nella nota che è stata fatta passare dalla stampa come “i videogiochi vanno alle olimpiadi” non ha mai parlato di videogiochi, ma bensi di eSports. Con questo termine si intendono tutti quei titoli che hanno una componente competitiva. Per di più non si parlava di una presenza di questi ultimi alle Olimpiadi, quanto di un loro riconoscimento ufficiale come disciplina sportiva. Malagò inoltre ignora che gli eSports faranno già la loro comparsa ad un evento olimpico a breve. Ovviamente l’esordio non avverrà come disciplina vera e propria ma con un torneo “dimostrativo” di Starcraft 2 che si terrà all’apertura delle prossime olimpiadi invernali in Corea del sud, la patria degli eSports.

Proprio in Corea del Sud i videogiocatori vengono riconosciuti come atleti oltre che incentivati e incoraggiati a intraprendere quella che può essere una vera e propria carriera. E no, questa non é una barzelletta. Ma quel che fa più rabbia e che è difficile comprendere è il motivo per il quale due persone totalmente ignoranti (nel senso che ignorano, ovviamente) come Fazio e Malagò abbiano la possibilità di parlare di eSports in tv, condizionando il pensiero di migliaia di persona, senza alcuna conoscenza in merito.