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Stupefacenti visioni della politica italiana - Catawelt

Stupefacenti visioni della politica italiana Puntando lo sguardo sul panorama politico italiano spuntano dal caos i personaggi della tragicommedia in salsa tricolore, maschere carnevalesche che fanno poco ridere e molto piangere

In questi mesi di oscillazioni, di dubbi, di stravolgimenti, la politica italiana come spesso ci ha abituati ci sorprende ogni giorno. Ci si presentano agli occhi visioni inaspettate, da destra a sinistra fino alla roccaforte del nichilismo idealistico targata 5 stelle.

Berlusconi

L’ostacolatore

Ho visto un uomo, che è stato tutto ciò che si può essere, annullarsi. È stato il Cavaliere, il Premier, il Presidente, l’imprenditore, l’uomo di Stato, il Caimano e si potrebbe continuare all’infinito. Ora si è ridotto a colui che si deve scansare, colui che ha trasformato la rabbia distruttrice nei confronti dei suoi avversari politici in diffidenza e paura, quasi insicurezza. Se non sapessimo chi è veramente e non conoscessimo il suo passato potremmo quasi provare pena per lui e per come si è ridotto. E in fondo ci inquieta un po’ questo suo crollo di fiducia: se si arrende anche lui a noi cosa tocca fare?

 

Salvini

Il marciatore

Ho visto un capo coalizione attaccare l’ipotesi di governo 5 Stelle-PD, quello dei “secondi con i terzi”, tenendo conto delle coalizioni. Ho visto questo leader parlare di “camminata a Roma”, angosciante richiamo ad un periodo non certo tranquillo della storia italiana, se ciò fosse avvenuto. E ho visto poi lo stesso leader avviarsi tranquillamente verso il governo, rompendo la coalizione e presentandosi dunque come terza forza. La stessa terza forza che se si fosse chiamata PD l’avrebbe spinto a partire con passo quasi militaresco verso la capitale. Si spera che gli altri, quelli fuori dal governo, non abbiano la stessa forma fisica e ci rinuncino allegramente.

 

Di Maio

L’istituzionalizzato

Ho visto un Movimento nascere come opposizione al sistema e poi diventare esso stesso il sistema. L’ho visto protestare contro gli inciuci e arrivare a non disdegnare nessun partito. L’ho visto raccogliere i voti a sinistra, dai delusi del PD, per poi allearsi dalla parte opposta, in quello che potrebbe diventare il governo con i presupposti più di destra nella storia della Repubblica Italiana. E ho visto un leader, definizione molto probabilmente impropria, continuare a blaterare di non voler discutere di poltrone ma solo di programmi per poi porre come unica condizione all’alleanza il proprio nome da premier. E ho visto questo Movimento rinunciare ad uno ad uno a tutti i suoi principi, anche l’ultimo baluardo del limite dei due mandati. Perché diciamocelo, sopravvivere con il reddito di cittadinanza è una prospettiva poco allettante anche per loro.

 

Renzi

Lo spettatore

Ho visto il leader di quello che dovrebbe essere il partito di sinistra rinunciare alla leadership ma manovrare tutto dalle retrovie. L’ho visto fare mille passi dietro ma ritornare sempre al punto di partenza. L’ho visto intento a convincere lo storico leader del centro-destra a dare il via al governo più di destra dal secondo dopoguerra. Quasi che fosse una sua volontà. L’ho visto prendere i pop-corn, sedersi sul divano dell’opposizione accomodante, almeno per ora, e godersi lo spettacolo. Uno spettacolo alquanto triste, almeno così si spera dalle sue parti. Se dovesse essere realmente degradante la visione del governo che verrà sarà tutto vantaggio loro, comodi sulle poltrone senza muovere un dito. Un’ottima strategia politica, una catastrofe per il paese, alla faccia del senso di responsabilità verso i cittadini. Richiamando una frase di Clarke, erroneamente attribuita a De Gasperi, direi che tale atteggiamento ha molto del politico, nel senso peggiore del termine, ma veramente poco dello statista.