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Viaggiare nel tempo: aspetti scientifici di un sogno fantascientifico - Catawelt

Viaggiare nel tempo: aspetti scientifici di un sogno fantascientifico Quali forme di viaggio nel tempo sono possibili, senza violare alcuna di quelle che attualmente riteniamo le leggi fondamentali della Natura a noi note?

Ispirato da una serie tv che ho da poco terminato, inauguro il 2018 per la rubrica Scienza e Tecnologia con un articolo che si propone di discutere alcune possibilità teoriche del viaggiare nel tempo.

Più precisamente, la domanda alla quale qui vorrei abbozzare una risposta è: quali forme di viaggio nel tempo sono possibili, senza violare alcuna di quelle che attualmente riteniamo le leggi fondamentali della Natura a noi note? Per chiarezza, conviene iniziare a distinguere tra due tipi di viaggi temporali: quelli nel futuro e quelli nel passato.

 

 

Viaggiare nel futuro: senz’altro possibile

Esiste certamente un modo “semplice” per viaggiare verso il futuro: è sufficiente sopravvivere. Vi sentite presi in giro, lo capisco… ma come mai questo metodo non vi soddisfa? Probabilmente perché per “viaggiare nel futuro” voi intendete chiedere che si crei una disparità tra il vostro tempo e quello del resto dell’Universo; per voi deve essere passato pochissimo tempo, mentre il resto del cosmo deve essere invecchiato di molti anni.

Ebbene, anche questo tipo di “balzo nel futuro” è senz’altro possibile, almeno teoricamente. Basta che vi mettiate in moto per un po’ a velocità molto alte rispetto a “tutto il resto” (ovvero rispetto a ciò che volete visitare nel futuro), quindi rallentiate e… vi troverete nel futuro! Prima di correre a sperimentare i limiti di velocità della vostra automobile, tuttavia, permettetemi un ammonimento: velocità alte significa “prossime alla velocità della luce”, che da ora in poi chiameremo c, ma solo per comodità. Esattamente a non potrete mai viaggiare, ne vorreste… fidatevi! Ma più vicini sarete alla velocità della luce, più velocemente il resto del cosmo invecchierà rispetto a voi e più rapidamente verrete catapultati in un remoto futuro.

… anche se non semplice!

Una qualsiasi persona dotata di senso pratico, tuttavia, obietterebbe che raggiungere tali velocità richiede energie proibitive. Anche i tempi minimi raccomandati sarebbero di ordine biblico, onde evitare che l’accelerazione vi riporti allo stato di brodo primordiale (nel senso di smembramento, non di viaggio nel passato, a quello ci arriveremo tra poco). Tuttavia, come premesso, in questo articolo vorrei limitarmi a discutere gli aspetti teorici, la realizzazione la lascio agli ingegneri (buona fortuna!).

 

 

Viaggiare nel passato

Se viaggiare nel futuro sembra così facile e persino naturale, l’idea di poter viaggiare nel passato causa indigestione cerebrale a molte persone affezionate alla logica: non sembra per nulla naturale la possibilità di far scorrere il tempo all’indietro, e nemmeno di proiettarsi all’istante nel passato.  Permettetemi di indagare gli aspetti paradossali di un eventuale saltello nel nostro passato con due esempi.

 

Esempio 1:  sum ergo NON cogito

Supponete di entrare in una macchina del tempo (che, notoriamente, ha l’aspetto di una cabina per la doccia solare, ma con molti più cavi, pulsanti e manopole). Programmatela per portarvi nello stesso luogo sulla Terra in cui vi trovate ora, ma 300 anni prima della vostra nascita. Benissimo, ora potete influenzare il futuro cambiando il passato, una vera pacchia! Potreste sfruttare la vostra conoscenza del futuro per cercare di evitare conflitti, accelerare l’evoluzione umana, o preparare il terreno per l’ascesa della vostra stirpe a padroni del Mondo! Se solo non fosse che, appena tenterete di fare una qualsiasi di queste cose, molto probabilmente cancellerete la vostra nascita nel futuro. Infatti il nostro pianeta è un sistema caotico: una piccola modifica ad un certo istante assicura che, trascorso un certo tempo, vi troverete in un mondo molto diverso da quello che sarebbe stato senza la vostra piccola modifica.

Il problema, insomma, è che il passato influenza il futuro, questo lo sperimentiamo ogni giorno inequivocabilmente. Ma ciò sembra incompatibile con la possibilità che anche il futuro influenzi il passato. Questa problematica è nota come paradosso del nonno ed è esaminata anche nel famoso film Ritorno al futuro. Esiste però un’altra possibilità per risolvere l’enigma: potrebbe darsi che la vostra nascita avverrà solo ed esattamente grazie al fatto che voi tornerete indietro nel futuro. In altre parole, “era già tutto programmato” e, cosa fondamentale, voi non avete reale scelta; tutto ciò che farete nel passato e nel futuro, che ora può influenzare anche il passato, è l’unica esatta sequenza che porterà alla vostra nascita. Per ferire il Cartesio che c’è in voi, possiamo dire che questo tipo di viaggio nel passato implica sum, ergo non cogito (esisto, quindi non penso, non ho scelta).

 

Esempio 2: un furto archeologico finito male

Nell’esempio precedente si rischiava di finire in una discussione filosofica sul libero arbitrio. Allora immaginiamo di rimandare indietro nel tempo di 300 anni un oggetto inanimato, che questi 300 anni li ha già vissuti: la Stele di Rosetta. Perché? Be’, in questo paragrafo siamo trafficanti d’arte e manufatti archeologici e quale miglior nascondiglio per il nostro bottino dello stesso passato? Già, ma adesso, dopo breve riflessione, ci accorgiamo di un bel pasticcio: ci sono due Steli di Rosetta nel passato e nessuna nel presente! Ok, una è incastrata in un loop temporale, in cui voi l’avete messa, mandandola indietro nel tempo… ma l’altra? Nel presente, voi avete nascosto solo una Stele di Rosetta, ma dal passato ne dovreste ereditare due! Direi che il paradosso è abbastanza evidente, e qui non proverò nemmeno a metterci una pezza. Il nostro colpo grosso è fallito, mannaggia.

 

 

Un’ultima chance, per i coraggiosi

Se avete la pazienza di sopportare un altro po’ di ragionamenti astrusi, vi posso proporre un’ultima possibilità per viaggiare nel passato. Tenterò di risolvere le contraddizioni dei due precedenti esempi.

Immaginate che il 6 gennaio 2035, alle ore 9.30 locali, dalla base di lancio di Cape Canaveral, Florida, verrà lanciata la prima missione umana verso Marte. Chiameremo questo importante trionfo umano, evento A. Immaginate inoltre che il nostro Universo, sempre entusiasta dei progressi della sua specie preferita, faccia esplodere una supernova bella grande nella Galassia di Andromeda esattamente mezz’ora più tardi, alle 10.00 del 6 gennaio 2035 (orario della Florida), per festeggiarci. Chiameremo questo gentile gesto di riconoscimento, evento B. Purtroppo verrete a conoscenza di questo festeggiamento solo dopo 2.5 milioni di anni circa dal lancio; tanto ci impiega la luce, la più veloce tra le “cose veloci”, a coprire la distanza tra noi ed Andromeda. Ma questo è un altro dettaglio pratico, non ci interessa al momento.

Il punto realmente importante è che la relatività ristretta ci dice che poiché gli eventi A e B sono troppo distanti nello spazio e troppo vicini temporalmente che persino un raggio di luce non può collegarli, allora quale dei due eventi tra A e B sia avvenuto prima e quale dopo è una questione di punto di vista. Per l’abitante medio della Florida, A è avvenuto prima di B, come abbiamo descritto. Ma per un alieno in moto su un’astronave particolarmente veloce e nella giusta direzione, è perfettamente possibile che B avvenga prima di A. Il fatto che A e B non possano comunicare nemmeno attraverso la luce ci assicura che questo non porti a contraddizioni. A non può influenzare B né viceversa, quindi nessuno vedrà il passato che influenza il futuro (il problema degli esempi 1 e 2), fiuf!

 

Una soluzione assurda, una conclusione pragmatica

Ed ecco finalmente una soluzione al nostro problema nel viaggio nel passato. Se scegliamo un evento nel passato abbastanza lontano da noi e non troppo remoto, il fatto che sia nel passato dipende dal nostro punto di vista. Ora noi vorremmo riuscire ad andare lì, per dire di trovarci nel passato. Ma questo a prima vista è impossibile, perché nemmeno la luce è abbastanza veloce da riuscirci. Se tuttavia si aprisse un wormhole, un varco nello spaziotempo nelle nostre vicinanze che connetta noi e quel punto lontanissimo, potremmo viaggiare più veloce di quanto ci metterebbe la luce senza il wormhole e finalmente trovarci nel passato. Bello, nè? Ma lasciatemi essere sincero: che questa avventata ipotesi sia possibile anche solo a livello concettuale, è tutt’altro che semplice da verificare, e probabilmente nulla di più di un semplice azzardo di fantasia.

Per concludere, la possibilità di viaggiare nel futuro non è eccessivamente utopistica, ma sarebbe poco sfruttabile, non potendo poi tornare indietro nel passato. La possibilità di viaggiare nel passato, invece, è tutt’altro che scontata; non è facile stabilire se sia possibile almeno concettualmente o se violi alcune leggi fondamentali della Natura.